sabato, maggio 25, 2019
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RECENSIONE – Una Serie di Sfortunati Eventi – Season 1 – Giulio Sicurella

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Buon pomeriggio a tutti popolo di School of Telefilm!
Il nostro blog é nato da poco, stiamo ancora sistemando gli ultimi dettagli, ma di certo non potevamo perderci una delle novitá Netflix piú attese dell’anno (nonostante siamo solo a gennaio): Parlo di Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi!

La nuova serie tv Netflix si basa sul ciclo di romanzi per ragazzi scritto da Lemony Snicket (pseudonimo di Daniel Handler) ed illustrato da Brett Helquist. La serie narra le sfortunate vicende dei tre orfani Violet, Klaus e Sunny Baudelaire che, persi i genitori in un incendio, vengono affidati alle cure del tutore Conte Olaf, il quale si rivela però un personaggio malvagio che vuole impossessarsi del loro vasto patrimonio economico; La fuga dal loro antagonista dà inizio alle peripezie affrontate dai tre fratelli per difendersi e scoprire i misteri collegati alla morte dei genitori, aiutati solo dal loro ingegno e dalle loro doti naturali.
Nel 2004, come tutti ricorderanno, i primi tre romanzi della saga vennero adattati cinematograficamente, vedendo sullo schermo Jim Carrey nei panni del perfido Conte Olaf.

Creata da Mark Hudis per Netflix, la prima stagione, composta da 8 episodi, copre l’arco narrativo dei primi quattro romanzi (ogni volume é adattato in due episodi) e vanta un cast non solo di eccellenza, ma che tiene assolutamente testa allo stellare cast dell’adattamento cinematografico. La seconda stagione é giá in cantiere, sará composta da 10 episodi e ripercorrerá le vicende degli orfani Baudelaire dal quinto al nono libro.
La matrice letteraria prende spunto dalle favole gotiche per ragazzi, ma né il libro né tantomeno la serie possono essere semplicemente etichettate come prodotto teen.
Neil Patrick Harris veste i panni dell’orribile Conte Olaf, Patrick Warburton presta il volto a Lemony Snicket il narratore della nostra cupa storia, K. Todd Freeman da vita al malaticcio banchiere Mr. Poe mentre Malina Weissman Louis Hynes e Presley Smith portano in scena rispettivamente Violet, Klaus e Sunny Baudelaire. Da citare anche l’emozionante interpretazione di Joan Cusack nei panni del Giudice Strauss!

La prima cosa che mi é saltata all’occhio, diversa sia dal film che dai romanzi, é l’idea di rendere Lemony Snicket un personaggio in carne e ossa e inserirlo all’interno della serie invece che limitarlo ad essere una voce narrante come tutti i fans della storia erano abituati ad immaginarlo.
Il personaggio é molto enigmatico perché ci parla della storia al passato, visto che sa giá tutto quello che succederá, eppure vive nel presente e ció gli permette di apparire in scena insieme agli altri personaggi anche se in maniera distaccata.

 Effettivamente, per chi conosce la storia, Lemony Snicket non é di certo un semplice narratore, ma bensí un uomo che é fonte di mistero, curiositá, domande.. Un uomo fatto e vissuto, sofferente per la morte della sua innamorata Beatrice e che prova uno strano sentimento di compassione e attaccamento per i giovani Baudelaire.
Lemony Snicket porta con sé tante, tantissime domande, che peró non trovano mai risposta essendo interrotte sempre da un malvagio antagonista nascosto nell’ombra o da un semplice colpo di tosse. Eppure questa versione ci da molte piú risposte di quelle che abbiamo avuto non solo nel film ma anche e soprattutto nei romanzi, in questa prima stagione viene analizzata per bene la storia dell’organizzazione, lasciandoci molti indizi sparsi un po’ ovunque; Veniamo a conoscenza di qualcosa che nei libri l’autore ha sempre lasciato irrisolto: I genitori dei Baudelaire sono davvero morti? Forse no!

Quella che secondo me resta la nota dolente principale é la recitazione di Neil Patrick Harris, e non perché lui sia un pessimo attore, anzi.. Penso che il problema sia stato adattare il personaggio all’attore e non il contrario come doveva essere fatto; Nei libri il Conte Olaf é un archetipo del cattivo al pari della strega di Biancaneve o della Wicked Witch nel Mago di Oz: Brutto, subdolo, malvagio e stupido, niente e dico NIENTE nei suoi comportamenti o nel suo carattere permette al lettore di empatizzare con lui, neanche per un istante. La versione portata in scena da Jim Carrey si accostava abbastanza a quest’idea di antagonista, mentre qui é impossibile non provare simpatia per il Conte o per la sua compagnia teatrale.
Nonostante la sua dote recitativa sia da apprezzare, questa versione del Conte Olaf strizza TROPPO l’occhio all’uomo (Neil appunto) dietro al personaggio.

Nonostante il velo di mistero e occulto che avvolge la serie, questo adattamento funziona sotto ben altri punti di vista: É ironico, ma non in modo stupido.. Ci fa ridere grazie ad un ottimo gioco tra dialoghi e situazioni che sono ricche di spunti e mai banali.
La scenografia e la fotografia sono qualcosa di succulento per i fans della saga letteraria.
Lemony Snicket non ha mai detto piú del dovuto riguardo le ambientazioni e il tempo in cui la storia si svolge, eppure tutto é dettagliato fino ai minimi particolari: Ogni edificio racconta una storia, trasuda personalitá, basti pensare all’accostamento tra la casa perfetta, colorata e “viva” del Giudice Strauss costruita proprio di fronte il castello decadente e marcio del Conte Olaf, rappresentando forse una delle ambientazioni piú iconiche di tutta la storia ricca di un simbolismo e un dualismo filosofico che mette i brividi!
Un serie di sfortunati eventi é ricca di simbolismo e mitologia di genere e non solo: Tutto nasce da un lutto e si passa alla necessità di doversi rimboccare le maniche per andare avanti. In fondo i misteri sono solo puntualizzazioni di una storia ben chiara.. Nel mondo esistono delle persone ignoranti e arroganti che ‘appiccano incendi’ e ci sono persone che cercano invece di ‘spegnere quegli incendi’ grazie alla loro conoscenza e alla loro logica.

Come detto prima, questi primi 8 episodi coprono l’arco narrativo di ben 4 dei 13 romanzi che compongono la serie ovvero:
– Un Infausto Inizio;
– La Stanza delle Serpi;
– La Funesta Finestra;
– La Sinistra Segheria;
Il film del 2004 soffriva veramente molto dell’idea di condensare tutti gli avvenimenti dei primi 3 libri in una sola pellicola e il poco tempo a disposizione ha tolto tantissimi dettagli e avvenimenti che troviamo sulla carta, e che fortunatamente sono stati inseriti invece nella serie tv in modo da farci comprendere meglio quello che succede: La serie di sfortunati eventi che colpisce gli orfani Baudelaire non é casuale!
Il Conte Olaf punta al loro inestimabile patrimonio, ma il suo odio sembra nascere ben prima della nascita dei ragazzi. L’occhio é un mistero che torna piú di una volta.. Lo vediamo prima sulla caviglia del Conte, poi su varie foto della zia Josephine, sulla torre della segheria e soprattutto nei cannocchiali!
La societá segreta di cui molti dei personaggi sembrano far parte sembra essere la storyline principale della storia anche se molto spesso passa in sordina.

La serie usa spesso un meccanismo di rottura della quarta parete, cioé quando un personaggio (Lemony Snicket principalmente) fissa la cinepresa e si rivolge direttamente allo spettatore. Questa prima stagione potrebbe benissimo essere il risultato di ció che accadrebbe se Wes Anderson e Tim Burton decidessero di fare una serie televisiva insieme, se non fosse che mancano la coralitá, le texture color pastello e sature del primo e il fatto che ormai l’unico a voler collaborare con Tim Burton sia Burton stesso. Lemony Snicket e questa serie hanno qualcosa di piú, ovvero la capacitá di rimanere (e di farci rimanere) in bilico.. In bilico tra il divertente e il grottesco, tra la trama teen e il drama, tra il prevedibile e l’illogico e non é un caso, nemmeno una mancata professionalitá, perché di professionalitá e di bravura per restare in equilibrio su un confine senza mai andare da una parte precisa ce ne vuole molta!
Una volta capita l’antifona, il nostro occhio é cosí abile da iniziare a concentrarsi sullo sfondo e non piú solo su quello che accade in primo piano.
Se dovesi limitarmi a parlare della trama principale non avrei molto da dire, é mediamente originale e accattivante visto che di storie simili ne é pieno il mondo, ma gli 8 episodi che Netflix ci propone sono ricchi, ricchi di enfasi, misticismo, atmosfera, misteri, intrighi e sentimenti contrastanti che peró si incastrano fra loro come il piú complicato dei puzzle.

Piacevole e dark, Una Serie di Sfortunati Eventi é al livello della saga letteraria, di cui riesce a mantenere il tono, proponendo agli spettatori una commedia stramba, secca, gotica e molto, molto bella. Rende bene quello che il film trascurava e quello che nel libro era poco chiaro.

Giulio Sicurella

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Giulio Sicurella
Siciliano, da un anno nella lontana e fredda Dublino. Aspirante scrittore, illustratore e blogger in erba. Nonché recensore di Once Upon A Time, Una Serie di Sfortunati Eventi e Westworld per School of Telefilm!
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