giovedì, febbraio 21, 2019
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Rubrica: Epic Moment “Glenn Rhee e la Dodge rossa”

 

Sapete cos’è un rito di passaggio? Beh, è un momento iniziatico che segna il passaggio dall’età infantile a quella adulta. Può rappresentare, se consideriamo uno spettro un po’ più ampio rispetto al singolo essere umano, e lo allarghiamo, ad un popolo o ad un momento storico, il momento in cui viene segnato un passaggio di civiltà, o di epoche.

L’epic moment di questa settimana è un rito di passaggio vero e proprio. Lo è in senso classico, perchè il protagonista è un ragazzo, e lo è in senso lato, perchè è una porta attraverso cui si arriva in un mondo del tutto nuovo.

Glenn Rhee, pizza- boy di Atlanta, un ragazzo squattrinato come tanti che lotta per crescere e diventare grande in una granda città, diventa uomo nel tempo che impiegherà ad arrivare all’accampamento con la sua Dodge rossa fiammante, appena rubata con l’aiuto di un poliziotto.

Il mondo è cambiato, non c’è più alcun ordine da rispettare. La legge e la moralità erano fatti discrezionali prima, figurarsi nel caos. Ma Glenn è un ragazzo buono, che spera che in fondo tutti restino umani. Non viveva una vita al massimo prima. Magari guardava le macchine belle e veloci che gli sfrecciavano accanto, desiderando di guidarle.

Il suo rito di passaggio è un desiderio esaudito: su quella tangenziale, a bordo di quell’auto partita unendo i cavi, a folle velocità mentre urla l’allarme anti- furto, Glenn Rhee può assaporare l’ultima ragazzata della sua vita. Da domani si diventa uomini. In un mondo diverso e con regole da riscrivere.

Abbiamo urlato insieme a lui, incredulo di essere salvo, di avere un simile bolide sotto alle chiappe, di poter correre come un razzo facendo finta per un attimo, solo uno, che niente è cambiato. Esistono solo lui e quella splendida bambina. Un amore consumato a folle velocità, sulle note incalzanti e perentorie di “I’m a man”. In quel preciso istante  ha capito che quella sarebbe stata l’ultima volta in cui potersi permettere un gesto insensato. Bisognava godersela e assaporarla fino in fondo. Che urlasse pure l’allarme tra le colline della Georgia. Valeva la pena di rischiare. Anche se fosse stato il suo ultimo giorno, sarebbe stato il migliore della sua vita fino ad allora.

Poi è sceso dalla macchina, ma credo che il ragazzino di prima sia rimasto seduto attaccato al volante di quella bellezza rossa.

 

TModotti

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tmodotti
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