giovedì, febbraio 21, 2019
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Epic Moments #19 – Sense8: “Who am I?”

 

Ciao lettori di School of telefilm!

State ancora twittando a Netflix #BringbackSense8? Personalmente, sono stata colta totalmente impreparata a questa cancellazione, davo così per scontato il rinnovo che quando ho letto il tweet di Brian J. Smith sono rimasta letteralmente a bocca aperta. All’inizio pensavo fosse uno scherzo, poi ho pensato fosse una trovata pubblicitaria Netflix o comunque un modo per testare l’effettivo audience di questa serie. Per farla breve, poiché sto ancora attraversando le cinque fasi del lutto, ho deciso di dedicare questa rubrica a uno show che è unico nel suo genere e che di momenti epici ce ne ha regalati tanti.

Uno dei momenti più belli della seconda stagione è stato sicuramente l’inizio del pilot, “Who am I?”. Penso che questo monologo racchiuda in sé tutta l’essenza di Sense8, che non è la lotta contro la BPO e Whispers ma le vicende dei nostri otto protagonisti che in un modo o nell’altro si sentono intrappolati in una società che ha bisogno per forza di etichettarci e costringe il nostro essere a standardizzarsi a limiti imposti. Lito che fino al giorno del pride non riesce a dire che è omosessuale e il fatto che ami un uomo sembri per i fan più importante del suo lavoro come attore. Capheus che ama i film di un eroe bianco perché il coraggio non c’entra con il colore della pelle e ognuno di noi può essere un eroe nella sua quotidianità. Wolfgang, che per tutta la vita ha scontato le colpe del padre. Kala, intrappolata in un matrimonio con un uomo che non ama e non compresa da una società che vede la donna solo come l’oggetto di un uomo che può essere felice solo con dei figli. Nomi, rifiutata dalla sua famiglia per aver cambiato sesso. Sun, che a causa del fratello ha perso la libertà e il padre ma nonostante ciò si sente in colpa nei confronti della madre, a cui aveva giurato di proteggerlo prima che morisse. Riley, che dopo la morte del marito e del figlio era sola in un guscio pieno di dolore da cui solo Will, con il suo amore, è riuscita a salvarla.

Gli otto sensates sono tutti così diversi, ognuno di loro ha un passato ed è vissuto in un ambiente completamente differente. Sono tutti unici ma hanno tutti qualcosa che li accomuna tra di loro e li accomuna a tutti noi. Si, perché penso che chiunque abbia visto questa serie si sia sentito legato a tutti gli otto protagonisti e li abbia amati tutti, dal primo all’ultimo. La nostra società continua a ricordarci cosa non abbiamo, continua a ripeterci in cosa siamo diversi dagli altri, continua a costruire muri ovunque, invece che ponti.

Quindi chi siamo veramente? Cos’è che ci definisce? Da dove veniamo? Le nostre paure? Le persone che amiamo? Le cose che abbiamo visto o fatto? Quello che potremmo diventare? E tutto questo ci rende migliore o peggiori degli altri? No, siamo tutti unici ma siamo tutti uguali, non devono esistere discriminazioni e pregiudizi e tutti nel proprio piccolo possono contribuire a distruggerli.

 

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claudiahshady
Fangirl che nel tempo libero studia ingegneria dell'automazione al Politecnico di Milano. Vivo per shippare.
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