sabato, maggio 25, 2019
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Recensione The Walking Dead “The Monster” 8X03- Tina Modotti

 

Ed eccoci nel post serata del magico lunedì a tirare le somme del nuovo tassello del mosaico TWD.
finalmente il gradito ritorno della narrazione circolare che movimenterebbea la puntata.
Possiamo ridare una forma all’acqua.
“The Monster” tira le somme e chiarisce una volta per tutte un assunto già largamente preso in esame: noi, voi, loro…la diferenza sta solo nella posizione delle pedine. Negli scacchi bianchi o neri che siano i pedoni sono pedoni, i cavalli sono cavalli. E’ solo un fatto di livrea. Il mostro è parte integrante dell’essere umano, occorre solo trovare la giusta composizione alchemica che lo faccia saltar fuori e stringere la giugulare dell’immagine riflessa nello specchio.
Dove prima ti posizioni, rimani; chi ti dà una possibilità è padre, padrone e vita. Dunque lo difendi.
Questo è il succo del discorso di Morales a Rick: il Morales di un tempo non esiste tanto quanto il Rick che ha conosciuto ad Atlanta. Quel Rick è lontano, la sua anima è sepolta sotto le macerie della prigione, il sommo funerale nella mattanza alla chiesa di padre Gabriel.

Morales è il fantoccio che spiega la dinamica dell’involuzione e regressione dell’essere umano, così come sottolinea quanto l’appartenenza sia l’unico dato che conti. Il bisogno di trovare una collocazione, una modalità, una ragione stessa alla sopravvivenza, sono l’unica discriminante tra i fronti opposti. Non si combatte per una fazione, ma per la salvezza che questa, se invinta, può offrire.

Il discorso di Morgan fa il paio con quello di Morales, ma mentre quest’ultimo fa dell’ineluttabilità dell’istinto di sopravvivenza il fulcro narrativo, il redivivo ripulitore tocca corde più intimistiche.
Tutti gli esseri umani hanno subito una metamorfosi totale, la morale assume connotati relativistici, gli esseri umani si sono trasformati in altro già in vita, prima ancora che con la dipartita. Non c’è possibilità di scelta, è contronatura, forse, sarà eticamente disgustoso, ma è così. Puoi solo scegliere se accettarlo o meno. La violenza è l’unica forma di relazione possibile tra le parti.

 

Questo a grandi linee è il lato oscuro della luna. Contropartita ad esso, il sempre scoppiettante e teatrale ottimismo del Re: l’importante è essere uniti, combattere al fianco, mantenere la calma che tanto c’è il piano che li renderà liberi e sempiterni. E nessuno morirà. Sventagliata di mitra e ci restano secchi tutti tranne Ezekiel. Ehhmmmm….

Ora però che qualcuno ha mostrato se stesso e l’altro al sé stesso nell’altro ( il cappellaio matto si è impossessato di me), Morales/Rick ( siamo tutti della stessa pasta) e Morgan/Jesus (siamo tutti spietati), ragione per cui non esiste il bene e neppure la redenzione, eviscerando così il senso profondo del titolo, passiamo in zona cosa cavolo è questo?

Parola d’ordine è enfasi: come se non bastasse il Re, arriva Gregory a caricare a pallettoni il fucile del melodramma. Le piccole note di esagerazione nell’inflessione del codardo di Hiltop davano risalto al personaggio. Intere frasi snocciolate su quel tono ne rendono eccessiva e ridondante la recitazione.

Lo stesso dicasi del lungo addio tra Aaron ed Eric.Certo un amore che finisce in una tragedia inaspettata (!) lascia sgomenti e soncertati, ma credo sarebbe bastato quel primo piano con le mani giunte e insanguinaate a dare il senso del dolore. Del resto come diceva Madame CoCo, una volta messo addosso tutti gli accessori che possiedi inizia a togliere, e avrai il tocco di classe.

Migliore in scena? Mr. Dixon, che con uno schioppo, una balestrata e tre grugniti ha fatto il suo sporco lavoro mantenendo l’intenzione di essere spietato e vendicativo, senza fronzoli.

Miglior confronto quello tra Daryl e Jesus, senza ombra di dubbio. Ben calibrato e carico di sottintesi.

Shiva è fatta malino, ma due apparizioni buone possono pure bastare. Non commento sui Walkers, che ora non si neppure trascinano più, rotolano come gli asciugoni sulle scale.

P.S. Ho deciso di non dare un voto alla puntata, ritengo che questa stagione sia più adatta ad essere valutata alla fine dei due tronconi.Ci si aggiorna a Dicembre per una bella pagella da primo trimestre. Bene , ma non benissimo. Tutto quel cuci e scuci, taglia e reincolla non fanno altro che castrare una dinamica che avrebbe giovato di un flusso più fluido. Forse saranno noiose le puntate monografiche o incentrate solo su alcuni personaggi, ma ora si sta facendo l’errore opposto. Con tanta roba messa in un calderone, ogni ingrediente perde il tratto distintivo e la narrazione, così come la dinamica diacronica, si annacqua senza poter mantenere il mordente. Certamente ancora non è chiaro tutto, ma resta comunque un puzzo asfittico tra le righe della sceneggiatura che sembra non riuscire ad agganciare il cavo del segnale.

P.P.S. Finalmente sappiamo che fine ha fatto Morales, se è arrivato alla meta prefissatasi, che lo snocciolatore del Corano non è suo figlio. Ci siamo tolti un peso. Meno male che gli autori hanno deciso di renderci partecipi della sua triste vita dopo Atlanta, ma si sa Daryl Dixon non è uno a cui piace perder tempo. Grazie per aver accoppato il tormentone. Lo aspettiamo per far fuori anche i Vatos, Abuela, Duane, e infine Heat.

 

P.P.P.S Suggerisco di inserire una bella epidemia di colera, chè fa tanto post apocalisse, così azzeriamo una marea di comparse inutili, facciamo risparmiare la prduzione e ritorniamo a quella dinamica tra sparuti che ci piaceva tanto.

Enjoy.

UN GRAZIE A:

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