giovedì, febbraio 21, 2019
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Recensione The Walking Dead “The Big Scary U” 8×05- Tina Modotti

Cala la notte sul Regno, il Re è lì che sorseggia il tiepido brodino fatto di lacrime dopo una spedizione in armi che, a paragone, Waterloo è stata una colazione d’affari con toni un po’ sopra le righe.
E invece no.

REWIND

Si inverte la rotta.
Si torna alla prima puntata. Anzi a prima. Alla domanda da notti insonni.
Dove cavolo è andato Gregory. Dal suo paparino, ovvio.
Eh sì, perché quella tra Simon e Gregory è una vera storia d’amore, fatta di discorsi tete a tete lontani da occhi indiscreti, inviti ammiccanti, gelati al nonmiricordocosa fino alla colazione a letto fatta con farine integrali pestate a craniate direttamente dal braccio destro di Negan (dopo Rosita, nuovo omaggio al mulino di Antonio Banderas), tanto da accontentare la quota di spettatori dai gusti alimentari bio, che certamente sono nascosti tra il pubblico in sala.
Dopo aver flirtato per una buona manciata di minuti, finalmente arriviamo alla ciccia.
Negan fa Negan, finalmente una buona notizia anche dal fronte orientale.


A questo punto della storia abbiamo una cosa chiara, la giornata scelta per andare in guerra è quella che tutti i binge watcher del mondo agognano. Infinita. Un’altra certezza è che non è finita neppure oggi, e stando quasi al giro di boa, probabilmente si protrarrà fino al finale di mezza stagione o giù di lì. Quando davvero caleranno tenebre scure davanti agli occhi di Rick Grimes.
Dunque, a cosa serve questa inversione di marcia?
A riportare l’ordine. A rimettere nella giusta prospettiva non solo i personaaggi e le dinamiche di una guerra che è solo iniziata, ma a definire i contorni (ancora una volta) di un relativismo umano prima che etico.

Il Rewind cela tra le sue pieghe la puntata monografica di Negan, stavolta contestualizzata nell’ora infinita della 8X01 e non nel ricordo o nel passato come per altri casi.
Abbiamo tutto il materiale che ci serve per capire finalmente chi è quest’uomo, non ci serve altro.
Sappiamo chi è dal suo discorso al meetng. Dalla convivenza coatta con Padre Gabriel. Non solo, capiamo chi è da come rimette in riga i suoi, da come viene sedata la rivolta degli operai (basterà la sua sola presenza). E capiamo che ha già dovuto riportare un ordine definitivo in quel luogo, vero Simon?

Negan e Rick. Rick e Negan. Non sono mai stati tanto simili come ora. Ci abbiamo messo sette stagioni per capire come lo sceriffo Grimes sia diventato quello che è, con tutti i passsaggi dolorosi, folli del caso.
In una sola puntata Negan rivela il suo percorso, di più ce lo fa sentire sulla pelle.
Come il gruppo di Atlana e poi di Alexandria non sarebbe stato lo stesso senza Grimes, ora sappiamo che sarebbe stato lo stesso al Santuario senza Negan.
Un uomo pratico e schematico che ha trovato un modo scientifico nell’organizzare un sistema di convivenza che, in realtà, si basa sul sistema che un tempo regolava il mondo.
Identico a quello che abbiamo. Invece di partire in guerra, Negan ha optato per un sistema più pratico di controllo, supremazia e democrazia: un paio di esempi sanguinosi, a scopo dimostrativo (intimidatorio) creano l’humus per mantenere la calma. In pratica una Lucillata è la trasposizione post apocalittica delle risoluzioni ONU. Certo, un po’ più colorite, ma tanto più efficaci.

Grimes, invece, vuole esportare la democrazia….mmmmm…….


Le persone sono risorse. Vero. Giustissimo. Senza, non si avrebbe nulla. Ti portano più di quello che ti prendono. Non bisogna scontentarle, almeno non troppo, e sarebbero di certo tanto scontente se fossero costrette a fare da lombrichi sull’amo in un cortile peno di vaganti.
Mai scontentare il popolo, perchè se quello si incazza, allora i vertici al comando sarebbero tutti fregati. Gli dai pane, riparo, acqua, luce. Forse anche aria condizionata e loro ti ingrasseranno, ti ameranno. Togligli il pan cake al sorbo e il vertice viene buttato giù. Perchè? Perchè in fondo a quella gente frega poco che Lucille abbia spaccato la testa a Glenn o a qualsiasi altro cinese coreano, dello stato. Quella mazza garantisce il minimo sindacale e in fin dei conti, ad esso ambiscono.

Se fosse gente a cui interessava la libertà, o vivere al massimo delle potenzialità, l’avrebbero fatto prima. Questa è la stessa gente che una volta tirava avanti la carretta per pagare le bollette, un college decente ai figli, l’assicurazione sanitaria. Quello che chiedeva prima era di poter continuarlo a fare senza problemi, quello che chiedono oggi e pane e riparo. Togligli questo e avrai un nemico senza freni in casa.

Tutto questo val bene una moglie in più per Negan, che è tanto una brava persona e mantiene l’ordine e che quando non ci sarà più i treni non arriveranno più in orario e si stava meglio quando c’era la buon’anima.

 

Negan questo lo sa, lo ha sempre saputo, lo ha sempre capito. Perchè ha cresciuto piccoli stronzi figli di grandi stronzi, chè il mondo è sempre andato così.

Il Santuario è Negan, ed ecco perchè tutti sono Negan, ma uno solo lo è davvero.

Negan non ha bisogno del perdono, non ambisce alla salvezza dell’anima. E’ un  uomo la cui storia è la stessa dei condottieri, degli imperatori. Sarà la storia stessa ad assolverlo, probabilmente.

E Rick può ingannarsi quanto vuole, ma a quella gente non importa di avere una vita fuori dal Santuario, quella che hanno è il meglio a cui possano aspirare, non avrebbero resistito un giorno fuori da quelle mura, e in fondo è una vita comoda. Le cose spiacevoli toccano all’Imperatore e ai suoi luogotenenti, ai soldati. Loro, al limite seguono i fatti al notiziario. Ah, no! Non c’è più la CNN. E allora niente. Tante volte è meglio non sapere.
La questione del ferro da stiro…ma una volta le esecuzioni capitali non erano pubbliche in America?
Rick, ma di che stai a parla’?

 

Il tanto spoilerato scontro tra i fratelli in armi, alla fine, serviva solo a esplicitare l’ultima illusone dello sceriffo: di poter evitare che allo scontro partecipi anche il popolino, che crede sottomesso. Certo, qualcuno scontento ci sarà, ma ricordate gente, prima che venga decapitato il re, bisogna arrivare alla fame e al disagio. E questi quanto meno c’hanno medicine e pancia piena.

E’ partito come se fosse lo scontro “2.0” tra i migliori amici di TWD, con una presa anche fuori legge, per poi finire con un gran casino e due ragazzini seduti a guardarlo, in silenzio, con due facce come a dire:
“Non dirlo a mamma, però! Ah, e mo da quegli sfigati vacci da solo!”

E poi l’inaspettato…un elicottero…chi altro c’è oltre loro (vi assicuro che in quel momento avevo la stessa espressione sconcertata di Grimes, incluso il sottotesto del “Ma che cazz…?”). Che esista qualcosa di definito, di istituzionalizzato, mentre due fazioni si fanno la guerra per essere liberi di esistere in venti metri quadri? Che presto o tardi il mondo possa riprendere la sua dimensione?

La puntata più politica di TWD.

P.S. E’ l’ora del piano di Eugene.. Oltre che farsi venire le coliche coi sott’aceti, che regala come fossero un bene inestimabile, e a far finta di esere Sheldon Cooper, ora può davvero fare la differenza. Sicuramente sceglierà di fottere Dwight e quindi i suoi vecchi amici. Di fatto era evidente come non mai che il giorno del giudizio alle porte del Santuario, aveva scatenato in lui un solo timore. Se il Santuario cade, niente più cetriolini e videogiochi.
In fondo Eugene è un uomo semplice. La pensa esattamente come gli opera di Negan.

P.P.S. Ritengo conclusiva ed esaustiva la puntata sulla storyline di Negan, ma a Gimple, dopo una notte di bagordi a base di alcool e poliabuso di droghe, potrebbe sempre  venire in testa di ordinare al gregge di scrivere una bella puntata a tema con ambientazione preapocalittica. In campana.

 

P.P.P.S. sì, ok, se fossero stati i walkers di una volt l’avrebbero fatta a pezzi quella baracca, dal buco sarebbero entrati strisciando o almeno avremmo visto un milione di mani, erano più belli prima, mo so finti come una banconote da due euro. Ma chè, davvero? Sì, lo so, quando c’era il Governatore, buon’anima, si stava meglio, le trame erano più sviscerate e senza buchi e i walkers più cattivi. Si stava meglio quando si stava peggio, ve lo devo proprio ripetere in continuazione? Guardiamo verso il sol dell’avvenire, magari ci acceca e certi particolari non li notiamo, come le esplosioni rumorosissime che non attirano più manco un cane, e via in solitaria verso il domani su una strada deserta…

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