giovedì, febbraio 21, 2019
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Recensione The Walking Dead 8X07 “Time for After”- Tina Modotti

 

QUESTA NON E’ UN’ESERCITAZIONE, RIPETO NON E’ UN’ESERCITAZIONE: SI TRATTA DAVVERO DELLA 8X07 DI TWD.

Ne ho viste di cose brutte, ma questa puntata batte addirittura un episodio a caso di Star Gate (non me ne vogliano i fans).

La distruzione scientifica di ogni singola parte dello show, è servita. Un crollo totale. Verticale come quello dell’Orco dalla magica pianta di fagioli di Jack.

Qua non c’è nulla da recensire, ma neppure da riassumere. Semplicemente la creatura che un tempo fu di Darabont è stata polverizzata, massacrata fino al punto da non avere più consistenza. Siamo di fronte alla tasformazione di una serie dalle potenzialità infinite, dal profilo turgido in uno show che potrebbe trovare spazio, al massimo, nel palinsesto preserale di raidue .

Due cose ci sono; forse cumulandole si arriva a sette minuti buoni. Il resto non solo non riempie, ma è stupido, senza peso narrativo, senza valore estetico ( e neppure prostetico), senza una logica di costrutto.

Dal primo minuto era evidente che non avremmo avuto davanti agli occhi un buono spettacolo. La peggior regia della storia dell’intera serie. Inquadrature da soap opera californiana di terza categoria, davano il giusto risalto a dialoghi inconsistenti e senza alcuna verve.

La psicologia dei personaggi, la loro complessità di struttura è stata sostituita da una serie di marionette che ( ritengo siano rimasti shockati gli stessi attori di aver dovuto girare quelle scene ridicole e di aver dovuto dire parole a caso) si muovono in un teatro di cartone.

Niente è più vero.

Niente. Niente.

Signore e signori, siamo di fronte ad una bella variazione sul tema di “Omicidio sull’Oriet express”.

A questo punto occorre sezionare il cadavere per trovare tutti i colpevoli del reato.ricostruire movente ed opportunità.

E dato che ci hanno bruciato 45′ di vita con le loro castronerie, posso permettermi di romanzare la sciagurata genesi di “Time for After”, o, come vogliono a Sky Italia, “Un cambio di piano” o qualcosa che comunque c’azzecca come urlare goal in una partita a softball.

Larry Tang, il regista; Matthew Negrete e Corey Reed, gli sceneggiatori; il solito reparto di fancazzisti della CGI della AMC in un caldo giorno d’estate vengono invitati all’addio al celibato del tipo della sicurezza del terzo piano della AMC.

Strafatti che lo Stuart Price di The Hangover può soltanto accompagnare, scommettono su chi di loro sarebbe riuscito a fare peggio in una puntata di twd, e scommettono fruscianti bigliettoni. Ognuno di loro stila un piano: un elenco di cose brutte, che peggio non lo riuscirebbe a pensare neppure Jigsaw…ma non potevano prevedere che in un clamoroso sorteggio, li avrebbero assegnati tutti insieme alla stessa puntata della serie.

Ma cosa ha scatenato quell’imquietante scommessa? Cosa ha fatto scattare quello che poteva parere un a bravata tra strafattoni?

Forse perchè li pagano a cottimo; forse perchè ad uno di questi sta sul culo Andrew Lincoln e vuole fargli fare la peggior figura di merda dall’inizio della sua carriera d’attore; forse perchè Gimple li tratta come le segretarie sotto la scrivania e pensano che ad un certo punto sputargli nel caffè non sia abbastanza; forse perchè uno degli amministratori delegati dell’emittene ad uno di loro ha fregato la ragazza: iniziano ad inventarsi le peggiori porcate possibili, al solo scopo di boicottare e affossare definitivamente la serie.

Il regista sceglie di fare una serie di inquadrature oscene, intanto la premiata ditta Negrete-Reed inizia a progettare soliloqui senza senso da distribuire ai vari attori a tre secondi dal ciak, in modo che non possano reagire all’imboscata e che capiscano davvero poco di quello che stanno per dire.

Nel frattempo a quelli degli effetti speciali, viene in testa che a dodici anni hanno fatto un esperimento di aereo dinamica per la fiera delle scienze che possono riproporre, inserendo una bella serie di walkers evidentemente finti (perchè utilizzare i soliti schemi dall’alto a salire che mascherano il posticcio, quando si può creare l’effetto videogames facendo volare il drone leonardesco ad altezza teste?). E così via, in un infinito caleidoscopio di stronzate sempre più grosse…

 

Intanto il responsabile della fotografia per la puntata, pare sia scappato con la promessa sposa. Essendo irreperibile, hanno chiamato il cugino parcheggiatore abusivo del regista a sostituirlo. Infatti ,che il tipo non sia proprio del mestiere, è evidente a quattro secondi dall’inizio.

Oppure la spiegazione è più semplice: qualche pezzo grosso del narcotraffico messicano ha scommesso una somma enorme su GOT come serie TV degli ultimi anni. Per riuscire facilmente ad incassare, ha corrotto tutti alla AMC., che con scientifica abnegazione, tentano di ricompensare il loro nuovo migliore amico riducendo in fin di vita quella che un tempo era la testa di serie dell’emittente.

Altre spiegazioni per un simile scempio non ce ne sono. Capisco la flessione, capisco la stanchezza, ma qui non si tratta più di questo: la caduta degli ascolti è inevitabile di fronte ad un prodotto che non ha più nulla da offrire.

E’ un contenitore vuoto.

Qua si dovevano spiegare due cose:

  • CHE EUGENE PORTER NON HA UN PIANO cioè ce l’ha, ossia salvarsi le chiapp: declamato con una straordinaria e urlata imprecazione. Eugene Porter ribadisce il concetto (sempre ossequiato ad ogni puntata di questa ottava stagione) che si difende chi ti da l’opportunità migliore di sopravvivere;
  • CHE RICK GRIMES E’ L’UNICO A SEGUIRE IL SUO PIANO, il suo viso interrogativo all’arrivo al Santuario attaccato dai suoi (quali terribili conseguenze ci attendono?): la sua espressione migliore.

Due scene buone. In tutto.

E per fare questo, per raggiungere questo nuovo (?!) ed elevato piano narrativo, nell’ordine, abbiamo dovuto sopportare:

  1. La scenata isterica di Rosita Espinosa, che gira i tacchi (avrebbe potutto sbatterli tra di loro come fa Dorothy con le scarpine rosse per aumentare l’effetto “drama”) e se ne va (ma dove va?)
  2. La scena spremi pathos tra Michonne e Daryl sul parchè fare/non fare/ma se lo vuoi fare, riguardo alla dinamica del “chi se ne frega del piano di Grimes”. Due scopettoni al loro posto, non avrebbero abbassato di un punto il livello drammatico del momento.
  3. La presa di posizione di Morgan che deve fare Fear The Walking Dead e si è rotto di star lì a far il palo davanti al Santuario “Mi parte il treno per il Texas tra mezz’ora, chiudiamo questa faccenda col botto che c’ho da fare”
  4. Il tentativo di evangelizzazione dell’ hansberger da parte del prete con un piede nella fossa, ad un passo dal collasso multiorgano, per una bella infezione presa col contatto con le budella putrefatte (Negan, porca miseria ha difese immunitarie degne del parco missili del coreano, quello del Nord, non Glenn) e la splendida lo “curo con le erbe” del medico di Hilltop.
  5. Il Macgyver votato alla causa della salvazione salvifica che flirta alla grande col capo dei capi, che vuole sputtanare la talpa, che vuole distruggere i suoi ex amici, che poi non dice niente della talpa che pare brutto, che poi si fa un quarto di vino e ne sputa tre.
  6. E poi, l’apoteosi, Rick e i magnifici monnezzari. La situation Comedy dell’anno: già si era capito poco di come, pianificado questa simpatica situazione, Rick Grimes avrebbe potuto convincere la Lady Godiva di Malagrotta a passare dalla sua parte. Sorvoliamo sulla questione rapimento; sorvoliamo sulla questione macchina fotografica vintage rubata sul set de “L.A. Confidential”; sorvoliamo pure sul fatto che alla tipa tosta, regina dell’indifferenziata, piaccia fare sculture di persone e animali appena passati a miglior vita; sorvoliamo pure sul fatto che il gemello di Winslow si sia incazzato perchè Grimes gli ha ucciso il fratello. Chiudiamo un occhio sull’escilo (meglio vederlo nudo che vedere il resto della scena).

Ma sulla scena con la lotta badass ed impari tra Hulk Grimes e il povero putrefatto, non possiamo chiudere un occhio. In tre secondi netti, tra un colpo di capoeira e una sferzata da manuale di Kung -fu (panda) lo sceriffo: atterra due monnezzari, decapita la mascotte della locale squadra di calcio e asservisce ai suoi poteri la zozza con la ricrescita hard. Solo per questa scena, la baracca meriterebbe di chiudere.

Ché poi, mi si scuserà l’impudenza dopo essere stato messo a cuocere a vapore per favorire la digestione del nuovo animaletto della discarica, in due secondi, solo perchè la capoccia decomposta alita addosso alla Signora dalla parannanza rossa, questa si convince che conviene mettersi con quelli di Alxandria. Dopo tutto sto casino? Dopo averli venduti a Negan per trenta denari, bastava una alitata. E ditelo prima che si risparmia in tempo e in cachet!

Qui non si parla più di evoluzione dei personaggi, che si stanno inesorabilmente liquefacendo secondo una logica che mi è oscura; neppure di avanzamento della storia, ovviamente messa al palo sia in senso cronologico che in senso di contenuto e spessore. Qui non si parla più di nulla.

Si mostrano scene, con i personaggi che sappiamo di trovare, con dinamiche piatte e prevedibili,con lo zombetto che morde ma non troppo, che si muove, ma non troppo, col duro che spara, col capo del duro che promette vendetta…

…Se questo è TWD!

p.s. Grazie Dwight, coerente e decente almeno il tuo personaggio. L’odio per Negan, per i Salvatori, per quello che è diventato è ancora palpabile e reale. Uno spiraglio di luce non fa mai male.

p.p.s. Aspetto la big dead della prossima settimana, quella che sussurrata da mesi. Quella che pare sia stata chiesta dallo stesso attore , alla produzione, per il suo personaggio. Stringi denti, almeno tu, poi, sarai libero. Corri, scappa e non voltarti indietro. Quella che lasci, non è più casa tua. Qui, non hai più niente da imparare.

GRAZIE A :

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