martedì, aprile 23, 2019
Home > Recensioni > The Walking Dead > Recensione The Walking Dead “Worth” 8×15- Tina

Recensione The Walking Dead “Worth” 8×15- Tina

  • Risultati immagini per twd 8x15

Mi sono presa una notte di riflessione, per cercare di ripulire la mia testa dalle cose inutili, in modo da far rimenere solo il sedimento.

Ho respirato, ho inforcato le cuffie e ho cercato di trovare gli elementi utili all’avanzamento della storia. In realtà un avanzamento vero e proprio non c’è, si continua a mettere in evidenza suggestioni già riprese, inchiodate, monolitiche. Ma oramai è pressochè inutile continuare a ribadire che il continuo spezzetare la storia crea solo una falsa dinamica.

Poi ho ripescato dalla mia memoria un testo che sembra fatto apposta per descrivere l’iracondia nascosta nella penultima puntata di questo travagliato capitolo. Ogni verso sembra adatto a descriverla.

“Non tornerò mai dov’ero già, non tornerò mai a prima, mai”.

Lo stallo umorale, dialettico dell’ottava stagione, si riverbera nelle azioni e nei pensieri di tutti i personaggi di TWD, soprattutto quelli intorno a cui ruota “WORTH”, Eugene, Rick, Negan. Tre personaggi che camminano nell’alveo di tre concetti tra i più arcaici e più umani di sempre. Le basi stesse dell’esistenza della civiltà, quantunque questa sembri non esistere più: Dio, Patria, Famiglia.

Dio

Da sempre la divinità è sentita come un’entità risolutrice, ordinatrice, costruttrice , capace di punire e ricompensare, un’entità vendicatrice e misericordiosa. Rick, Negan e Eugene sono Dio, ognuno a loro modo: tutti e tre hanno in mano il destino del mondo, tutti e tre sono in grado di punire e perdonare, di togliere, di dare.

Risultati immagini per twd 8x15

Le capacità di Eugene sono neutre, non sono buone nè malvagie, lo stesso vale per le sue applicazioni. Ogni fazione si sente nel giusto, e mette nelle mani di un uomo dalle doti di creatore, le sorti della loro esistenza. Negan confida in lui e in quelle capacità che renderanno il Santuario l’unico faro per chi voglia sopravvivere. Lo ricopre di doni, libagioni, come una specie di Efesto post moderno. Gli stessi Daryl e Rosita ne riconoscono le capacità divine. Ma si sa, gli Dei sono famosi per avere un Ego smisurato e per apprezzare più le lodi e gli inni che la prigionia.

Rick ha sempre saputo in fondo che le sue azioni avrebbero portato morte e distruzione, il suo tentativo di rubare il fuoco agli Dei non poteva non costare caro agli uomini.

La vita, il dolore, il peso di essere Dio per quanti credevano ciecamente in lui e lo seguivano senza fare domande, lo hanno reso più fragile. E’ chiamato, ora ad un duro compito, quello di ritornare quello di un tempo, un misericordioso, lasciando da parte quel furore da divinità da antico testamento. Ancora una volta si trova davanti al suo eterno bivio: tornare ad essere un uomo con dubbi e umanità o un dio furente e disposto a tutto, anche a distruggere pur di compiere un cammino che non è solo personale.

PATRIA

L’appartenza ad una comunità è inprescindibile. Gli esseri umani devono appartenere a qualcosa, devono sentirsi membri di un circolo da difendere, a cui sacrificare sé stessi, ma anche di cui poter godere i frutti.

Eugene ha bisogno di appartenere. Non è vero che la semplice sopravvivenza potrebbe bastare.  Ha bisogno di riconoscersi e di essere riconosciuto. A qualunque costo.

Quando ha capito che non sarebbe appartenuto nuovamente al suo vecchio gruppo, che sarebbe stato sfruttato, ma odiato, non ha avuto dubbi: ha scelto la sua patria senza rimpianti. Proverà ancora a contrattare nel caso venisse nuovamente catturato? Sicuramente. Ha bisogno di una patria, più di chiunque altro.

Risultati immagini per twd 8x15

Negan ha costruito un mondo. A quanto pare ha dato seconde possibilità a uomini indegni ed indecenti. Come in tutti i governi, c’è sempre qualcuno a cui non piace più come si muove il capo. Il malcontento aumenta in tempo di crisi, si sa, aumentano i dubbi, e c’é sempre chi saprebbe fare meglio. Ma Negan ha costruito una Patria. Il senso di appartenenza spesso passa anche dal riconoscimento di quel che anche un solo uomo ha saputo costruire, a prescindere dai mezzi. Si lavora, si vive, si mangia, si dorme con due occhi chiusi. Un sistema politico ha la sua forza in due elementi: il consenso del popolo e il riconoscimento indiscusso del suo capo. Simon non aveva speranze: non sappiamo quanti erano in bilico tra la vita e la morte prima di Negan. Ora non lo sono più. I lavoratori, seppure ostracizzati, non vengono sacrificati. Il sistema ha le sue regole e Simon avrebbe distrutto quelle regole, portato tutti al massacro. Negan ha creato una Patria per uomini perduti.

Rick era un uomo di legge, un uomo che sapeva quanto i legami comunitari possano creare un mondo stabile. Non è un eroe e non è un pazzo. Non accetta che il suo mondo, la sua patria debba essere spazzata via. Bisogna combattere per sè stessi, per i propri cari. Una patria si riconosce anche per la comunione d’intenti, per un comune sentire, per valori riconosciuti da tutti i suoi membri: la possibilità di esistere e di spezzare lacci e catene che li vogliano schiavi sono alla base di qualunque rivoluzione.  Ci sono bisogni che vanno oltre la sopravvivenza. Ad Alexandria, a Hilltop, al Regno ed ora, anche ad Ocean Side, lo sanno. Una patria non è immobile, non è statica. Si crea in dinamismi e sincronie tra uomini. Ma la Patria va difesa scendendo anche a compromessi, ancora di più se fatta di uomini. Un altro mondo, un altra patria potrebbe attenderli. Il mondo potrebbe diventare più grande. Spesso non si capisce che un peso così grande va diviso, non può essere portato da un solo uomo e che diverse modalità potrebbero stemperarsi e creare davvero una comunità di uomini.

FAMIGLIA

Eugene sarà sempre solo al mondo: apolide, orfano, profondamente dedito a sè stesso. In perenne ricerca di un padre che ne riconosca il valore, talvolta vendendosi per quello che non è, come fece con Abe. Il riconoscimento di sé stesso come, non solo un wonder boy, ma di un uomo in grado di prendere decisioni, lo ha fatto sentire capace anche di potersi sedere al tavolo dei grandi. Sentirsi accolto e responsabile delle sorti della sua gente lo ha reso, in fondo, parte di una famiglia. Negan lo ha “cresciuto” come farebbe un padre col figlio dalle grandi doti, ma insicuro. Ora è un uomo, ha le sue responsabilità, non accetta di essere di nuovo un ragazzino messo in punizione. Odiato per le menzogne, per il tradimento, per la mancanza di riconoscenza. Non può accettare di sentirsi di nuovo tollerato e mal accettato. Ma forse, ha un piano…

Negan tratti i suoi luogotenenti da pari, ascolta, valuta…ha la responsabilità della sua gente, che deve mangiare, bere ed essere occupata a fare la propria parte. Non voglio dare valutazioni morali sui modi e sulle forme, sarebbe superfluo a questo punto. E’ un padre di famiglia, fa ciò che deve. A volte però non tutti sono d’accordo…

Simon ha complottato, Negan questo lo sa, una seconda possibilità è d’obbligo. Ma Simon non vuole più sottostare alle regole, vuole farle. A questo punto la lezione deve essere per tutti, una dimostrazione non di forza però, uno scontro alla pari, ma che sia di monito all’intera comunità. Che la gestione Simon non sarebbe stata meglio di quella Negan era subito chiaro, quell’equilibrio fatto di finta o vera parità tra luogotenenti, sarebbe finita.

Ci sono i padri e ci sono i figli: i figli vanno fatti crescere anche a costo di dure lezioni, vanno protetti anche a costo di dolore altrui…è dura essere padri, specie se qualcuno non vuole essere figlio, non vuole più stare a quelle condizioni . Le ribellioni vanno capite, contenute, punite e soffocate. Se una cosa non funzione è inevitabile non passare alla prossima.

Risultati immagini per twd 8x15

Rick ha costruito una famiglia. E’ partito, nel farlo, dalla sua. I dubbi che ha avuto, ma anche l’ira, la rabbia, la comprensione, la commozione, la misericordia, ogni suo passo sono stati mossi dalla responsabilità nei confronti di una famiglia. Ad un certo punto, succede che si dimentica cos’era davvero una famiglia. Ci servivano i ricordi di un bambino di 8 anni. Il prendersi cura degli altri, rende viva e reale la famiglia.

Rick Grimes è chiamato al compito più arduo, quello di ricordare cos’è un uomo, le sue responsabilità affettive, prima che di capo. E’ partito in questo viaggio da solo, e poi ha ritrovato Carl e Lori, un uomo perduto e bisognoso di una guida ha trovato un padre, Hershel. Carol gli ha insegnato che è un dovere prendere anche le peggiori decisioni quand’è il caso, ma non si può stare fermi. E quel Dixon che ora è suo fratello…E’ partito da solo e ora ha una famiglia, che a poco a poco sta assottigliandosi sotto i suoi occhi. Prendere la decisione giusta sarà difficile, ma succede sempre qualcosa per cui varrà la pena di farlo. Per salvare la propria famiglia.

Questi tre elementi si muovono tutti in una direzione: riuscire a guardarsi indietro e ritornare a dove erano. Difficile, possibile o impossibile che sia, bisognerebbe ricostruire il mondo che hanno lasciato: in fin dei conti tutti loro sono quello che erano. Scavando, raschiando, messi di fronte a sè stessi, ritrovano sempre gli uomini che erano prima che tutto cambiasse.

Il problema reale nello sviluppo dinamico della 8X15 è sempre lo stesso, l’eccessiva frammentazione degli eventi e delle dinamiche, che, in una serie tv, crea una difficoltà nella riunione dei singoli pezzi e, spesso, un’eccessiva farraginosità. Alcune dinamiche partono bene, ma poi si perdono in spunti poco credibili e con nessuno sbocco, altre muoiono senza aver ben capito a cosa servissero.

Menzione d’onore a Gregory, che ha di sè stesso una meravigliosa visione da uomo di lotta e di governo, le cui ragioni neppure il miglior psicanalistaa al mondo saprebbe indagare.

Tra telefonate improponibili, campeggiatori improbabili, e colpi di scena prevedibili, discorsi motivazionali in tutte le salse e per tutti i gusti, ci si muove sostanzialmente su un avvitamento concettuale posto e riproposto, senza reali avanzamenti di trama. I personaggi, tranne rare eccezioni (Simon, forse Gregory, in parte Gabriel e certamente Dwight e Negan) perdono sempre piú sostanza e carattere.

Ritornando alle parole di Ferretti, mi resta “un’irata sensazione di peggioramento…”

GRAZIE A:

Walking Dead fox Italia [Forever]

Norman Reedus/Daryl Dixon italian fun&fan club

The Walking Dead ITALIA- This Is The Beginning

The walking dead forever

Multifandom il mondo che non c’è

Caryl Italia

The Walking Dead Italia

Fight the dead fear the living

The Walking Dead We Survive

#IitalyWantstwdtoo

The Walking Dead ITA

Serie Tv & Film Community

The Walking Dead Italy

The Walking Dead Pagina Italiana

Regno delle Serie TV- Buymoria

 

Commenti

tmodotti
Telefaga compulsiva
www.000webhost.com